Oggi, sempre più consumatori si affidano ai social media per acquistare prodotti e servizi online. Il rapporto tra marchi e consumatori si sta evolvendo, con i social media che stanno rapidamente diventando il canale numero uno per la vendita di prodotti. In questo articolo, scopriremo perché i social media stanno superando i canali di vendita tradizionali e come i marchi stanno adattando le loro strategie di marketing per sfruttare al meglio questo cambiamento di paradigma.

La forza dei shoppable media nel superare i canali mediatici tradizionali

La dinamicità del mondo della pubblicità è una realtà innegabile. E la tendenza degli ultimi tempi è quella di spostare l’attenzione sui social media, dove creatività e commercio si fondono insieme, dando vita a uno spazio mediatico che ha surclassato di gran lunga i media tradizionali. Ma cosa rende i social media così speciali?

La risposta è nelle proprietà acquistabili, un’innovazione che ha consentito agli utenti di fare acquisti mentre consumano contenuti mediatici. Un risultato mai raggiunto dai media tradizionali.

Sebbene per molti anni i media tradizionali abbiano regnato sovrani, ora il panorama è cambiato radicalmente. Anche i più giovani colleghi pubblicitari hanno ormai abbandonato le riviste per ragazzi preferite e le radio locali, per concentrarsi invece sui social media come principale mezzo di comunicazione. Grazie alla grande varietà di opportunità creative e commerciali, unite alla crescente popolarità dello streaming CTV/OTT, i social media sono diventati il modo numero uno per i marchi di raggiungere il loro pubblico attraverso la pubblicità, superando i media tradizionali nella vendita di prodotti e servizi.

Prima i media, poi i social

Il recente Media Outlook di Statista lo ha confermato: i social media rappresentano ora ben un terzo della spesa pubblicitaria digitale, un aumento rispetto al modesto 25% di appena quattro anni fa.

I social media sono ormai i padroni del gioco e hanno soppiantato la televisione lineare come passatempo preferito. Secondo la panoramica globale Datareportal 2023, il 59% della popolazione mondiale utilizza i social media, con un tempo medio giornaliero di circa due ore e mezza. Questo è un balzo in avanti rispetto alla media di 14 minuti in più rispetto a quanto una persona in età lavorativa trascorre guardando la televisione via cavo.

In pratica, i social media hanno rubato lo spettacolo ai media tradizionali.

Sebbene i social media siano stati inventati pensando alle connessioni tra persone, è sempre più evidente che gli utenti non si collegano solo per essere intrattenuti, generando un forte interesse verso i brand marketer. Secondo Greg Wolny, chief activation officer di Code3, i giorni in cui le agenzie si concentravano solo su ricerche a pagamento, social o su Amazon per promuovere i loro marchi sono ormai superati. Invece, i clienti cercano partner in grado di integrare le loro attività di marketing in modo fluido attraverso tutti i canali, compresi social media, ricerca, programmatic, commercio e attivazioni video.

Per i brand, questo significa che i social media sono diventati il principale mezzo di comunicazione attraverso cui le persone consumano contenuti e si aspettano di interagire con i marchi. Gli algoritmi dei social media hanno reso le esperienze sempre più specializzate e personalizzate, il che significa che i brand possono beneficiare di un approccio più creativo e commerciale per offrire esperienze coinvolgenti e di alta qualità ai loro pubblici di riferimento. In definitiva, i social media sono un canale sempre più importante per i brand marketer che desiderano raggiungere il loro pubblico in modo efficace e innovativo.

Acquisto in-stream

Il commercio sui social media sta vivendo una nuova era, con piattaforme come TikTok e Snapchat che si contendono l’attenzione dei consumatori. Mentre Meta ha visto una riduzione delle funzionalità acquistabili sulle sue piattaforme, TikTok ha migliorato la sua esperienza utente introducendo carrelli della spesa incorporati in brevi video e una scheda di presentazione dei prodotti ben visibile sulla pagina del profilo di un marchio. Allo stesso modo, Snapchat ha fatto passi da gigante nel trasformare l’esperienza d’acquisto utilizzando la realtà aumentata, consentendo agli acquirenti di visualizzare e sperimentare i prodotti prima di acquistarli. Secondo Snapchet, gli obiettivi AR acquistabili hanno 2,4 volte più probabilità di portare ad un acquisto rispetto a quelli che non lo fanno, e hanno dimostrato di guidare una quota di contributi alle vendite incrementali superiore del 14% rispetto ai video. In questo nuovo scenario, i brand devono investire in esperienze creative e commerciali di qualità per soddisfare le aspettative dei consumatori sui social media.

Il ruolo del video

Il video è la chiave per sbloccare la potenza del social commerce, proprio come nel lato tradizionale dell’equazione. Approcci social-first come il Live Shopping, i livestream dietro le quinte, le consulenze video e i consigli personalizzati sui prodotti forniscono contenuti condivisibili che aumentano il tempo trascorso sulle piattaforme.

Recentemente, Greg Wolny, chief activation officer di Code3, ha sottolineato l’importanza del video nel commercio e come diversi formati di video possano essere utilizzati per raggiungere i consumatori in diversi punti dell’imbuto di acquisto sulla stessa piattaforma. Durante il suo discorso ad Amazon Unboxed, Wolny ha evidenziato tre punti chiave:

  1. Creare un piano interno che supporti la creazione di asset video, trattare il video come qualsiasi altro componente strategico del piano media, assegnare un proprietario e partire.
  2. Creare risorse video che si allineino alle fasi del funnel in cui si desidera incontrare il cliente. Un video non è adatto a tutte le esigenze.
  3. Sviluppare un piano di misurazione per quantificare l’impatto che il video ha avuto sul marchio, e successivamente scalarlo.

Il video è diventato un elemento fondamentale nel mondo dei social media, tanto che i consumatori lo hanno eletto a loro mezzo di comunicazione preferito. I marchi che vogliono sfruttare appieno le opportunità offerte dai nuovi media non possono più ignorare il video come strumento di marketing. Il video è ciò che i consumatori vogliono e ciò di cui i marchi hanno bisogno per distinguersi dalla concorrenza e raggiungere i loro obiettivi di marketing.

Nel 1962, la parola “Cola” viene rimossa dal logo e il tappo di bottiglia subisce un cambiamento di angolazione. Inoltre, il font utilizzato è diventato più audace e meno corsivo. Queste modifiche hanno contribuito a conferire al logo un aspetto più dinamico e contemporaneo, che ha aiutato il brand a consolidare la sua immagine come bevanda preferita dai giovani.

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